VOCI E RACCONTI DEL PUBBLICO DI OUTDOOR: “I RAGAZZI”, A VOI LA PAROLA!

VOCI E RACCONTI DEL PUBBLICO DI OUTDOOR: “I RAGAZZI”, A VOI LA PAROLA!

Si è aperto il sipario! Finalmente, le porte dell’Ex Caserma Guido Reni vi hanno invitati ad entrare per dare inizio alla settima edizione di Outdoor Festival.

Sabato sera la pioggia non vi ha fermati dall’animare i padiglioni, la sala concerti e la nostra Lab dell’entusiasmo senza il quale Outdoor non sarebbe tale. Vi siete spinti oltre, alzando gli occhi sulle opere e siete stati parte del processo che stiamo mettendo in atto.

Senza di voi, senza il vostro sguardo e punto di vista, infatti, tutto questo non sarebbe possibile, perché le vostre risposte ci indicano qual è il cambiamento che vorremmo. Abbiamo, allora, deciso di far sentire la vostra voce e di farvi dire la vostra!

Domenica scorsa, passeggiando per i viali dell’Ex Caserma ci siamo fermati a parlare con Ambra e Alin, due tra i tanti ragazzi che per un motivo o per l’altro hanno creduto che sarebbe stato interessante farci visita. Così, mentre i bambini giocavano e coloravano, qualche ragazzo beveva una birra e tante persone visitavano la mostra, si sono offerti di fare una chiacchierata con noi e dirci la loro sul Festival.

Ambra

Ambra

Ambra ha 25 anni, una laurea da 110 e lode in economia e, seppur lontana dal lavorare in ambienti artistici sembra entusiasta del pomeriggio trascorso nell'Ex Caserma.

Alin

Alin

Alin, invece, è appassionatissimo di street art, porta spesso avanti propri progetti culturali e ha uno spassionato amore per le piante!

Cominciamo!

 

Cosa vi ha spinti a venire ad Outdoor?

Ambra: La curiosità! Sicuramente la voglia di vedere qualcosa di diverso rispetto a quella che è la quotidianità. Trovare un’alternativa al bere solo una birra, o meglio, berla ma facendolo tra le installazioni di Felipe Pantone è un’altra cosa!

Alin: Ho scoperto Outdoor due anni fa, quando stavo provando ad organizzare un evento di street art. Ero nuovo di questo mondo, non ne sapevo nulla allora ho cercato online chi già operava in questo campo. Tra loro c’erano anche i ragazzi di Outdoor! Mi sono incontrato con uno di loro e, seppur non abbiamo poi realizzato l’evento insieme, mi ha supportato con tante informazioni e consigli. Quando vedi che c’è umanità dietro un’organizzazione, puoi apprezzare ancora di più quello che è stato realizzato!

 

Che ne pensavi della street art prima di vedere la mostra? E, se Outdoor ha contribuito a cambiare la tua visione a proposito, come lo ha fatto?

Ambra: prima, la mia idea di street art era, forse, nulla! Vedevo i murales come scarabocchi. Sicuramente venire qui mi ha aiutato ad avvicinarmi a quello che è questo mondo, a soffermarmi su alcuni dettagli. Non avrei mai pensato, ad esempio, di trovare un’opera come Waves! Sicuramente ora sono più interessata e invogliata a partecipare a eventi del genere.

Alin: conoscevo questo mondo e mi piace molto. Il bello è pensare che un’opera pubblica possa cambiare un po’ anche le abitudini delle persone. Ho portato io stesso avanti un progetto legato alla street art e ho capito a pieno il suo senso quando un passante, guardando un’opera, ringraziava chi l’aveva fatta perché allietava la sua giornata.

Outdoor, però, mi piace soprattutto perché puoi incontrare anche gli artisti e il bello è anche capire l’autore delle opere: farsi spiegare il motivo che lo spinge a lasciare il proprio segno.

 

Qual è l’opera che ti è rimasta più impressa?

Ambra: Sono rimasta affascinata dall’opera di Telllas: passare dalla precisione della prima stanza bianca alla seconda piena di colori è stato un effetto strano. Passare dal candore della prima ed entrare, poi, nel caos di colori e oggetti della seconda, ma accorgersi che questa è molto più armoniosa di quella precedente. In quel casino c’era tutto, era tutto perfetto!

Alin: Waves! Coinvolgente e accattivante. Un’opera che vivi e che riusciresti a fissare per ore. Grazie al gioco di luci e tecnologia crea un effetto in grado di entrare in perfetta sintonia con il fruitore.

 

Per finire, ultima domanda! Ci diresti tre parole per descrivere cos’è per te Outdoor o il linguaggio che propone?

Ambra: Dinamismo: in qualsiasi espressione ma soprattutto quello mentale. Guardare una semplice scritta sul muro ti spinge a un ragionamento, a cercare un significato che va oltre quello che c’è scritto. Ti porta a pensare ed andare al di là degli schemi mentali ed è interessante accorgersi di come possa cambiare il significato che è diverso per ciascuno che guarda. Seconda parola: fusione tra soggetti diversi che insieme prendono parte a una stessa iniziativa artistica. Infine diversità: non intesa come discrezione, ma nel senso che ognuno può trarre da quello che vede un significato diverso. Da un telo che si muove, io vedo una cosa, tu un’altra. Tutto quello che vedi è lasciato alla libera interpretazione di ogni persona.

Alin: vorrei dirvi solo tre nomi che, pensando a questo mondo, a me vengono in mente: Mister Thomas, Guerrilla Spam, Jerico!

 

Si conclude così questa prima intervista ai protagonisti, perché il pubblico è il vero protagonista, di Outdoor. Noi ringraziamo Ambra e Alin del tempo dedicatoci. 


Alin at Outdoor Festival 2016

Alin at Outdoor Festival 2016

Ambra at Outdoor Festival 2016

Ambra at Outdoor Festival 2016

Vi aspettiamo al Festival, curiosi di sapere cos’è per voi questo Outdoor 2016.

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