HERITAGE? LO RACCONTANO I RAGAZZI DELLO IED

HERITAGE? LO RACCONTANO I RAGAZZI DELLO IED

Tra i tanti ringraziamenti che rivolgiamo a chi ha contribuito alla realizzazione di questa edizione, uno d’eccezione va sicuramente ad alcuni giovani ragazzi che in questo mese hanno condiviso con noi le giornate e nottate del festival.

Volenterosi e determinati, i ragazzi dello IED di Roma sono stati il nostro storytelling diffuso all’interno degli spazi del festival: loro vi hanno guidato attraverso i quattro percorsi espositivi, loro vi hanno accolto nell’Express Yourself Area per far esplodere di colori le pareti di questo padiglione, sempre loro vi hanno fotografato regalandovi, speriamo, qualche bel ricordo dei momenti passati in questa ottava edizione di outdoor.

Noi alcuni di questi ragazzi li abbiamo intervistati. Ed è proprio attraverso le loro parole che vi raccontiamo il terzo weekend appena trascorso. Silvia, Pietro e Samuele si fanno portavoce delle squadre di ragazzi che hanno contribuito a realizzare Heritage? E questo è quello che ci hanno raccontato.

“Il percorso che più mi rappresenta è Total Recall, un mix tra passato e rielaborazione del futuro” racconta Samuele. “Disobedience” rispondono sicuri Silvia e Pietro. Quest’ultimo poi ci spiega che la disobbedienza è una caratteristica che fa parte del suo essere e aggiunge in chiusura un ironico “Mamma perdonami!”.

Ci parlano poi dell’opera che più li ha colpiti e, mentre ci spiegano il perché ci accorgiamo felici di come il messaggio lasciato dagli artisti sia arrivato a destinazione.

Per Samuele è la provocazione di B.TOY, l’opera che porta la firma di Biancoshock. “Nonostante sia l’opera più “instagrammabile” della mostra, con cui la gente si diverte molto e che prende spesso in modo leggero, ha in sé un significato di denuncia molto importante, che dovrebbe far riflettere chiunque… a prescindere che tu sia o meno un neo-artista”. L’opera che più ha colpito Pietro è l’installazione luminosa del Temple of sound “lo potrei raccontare davvero come un trip ma anche come un vero momento di condivisione con le altre persone: è stato bello vedere un sacco di gente stesa a terra a pancia in sù, totalmente rapita da questo bellissimo gioco di luci e suoni”. Infine, Silvia apprezza le imprese estreme dei Berlin Kidz “follia, gioco di squadra, brivido e rischio sono le parole che, a parer mio, esprimono meglio quest’ opera. Li trovo folli, ma parlo di una follia positiva: anche solo guardandoli sento adrenalina nel corpo”.

Gli abbiamo chiesto, poi, di raccontarci qualche aneddoto divertente avvenuto durante questi weekend all’interno del labirinto artistico.

“Aneddoti divertenti… non saprei” risponde Silvia “ma posso raccontarvi qualcosa che mi ha divertito: mi sono divertita guardando gli occhi con cui i bambini osservavano le opere presenti all’interno del labirinto artistico di Heritage. Probabilmente ancora poco consapevoli di ciò che stessero guardando, ma così pronti a mettersi in gioco per vivere a pieno l’esperienza che questo festival gli stava dando”. Mentre Pietro ci racconta qualcosa di molto personale, perché proprio all’interno del festival i suoi genitori hanno festeggiato il loro 34° anno di matrimonio.

E cosa, invece, un festival come outdoor può lasciare alle nuove generazioni?

Samuele risponde “ai più piccoli outdoor può far capire come la fruizione di una mostra può essere divertente e originale, in parte lontana da quelli che sono i canoni classici che si ritrovano in altri luoghi”. Pietro, invece, parla di come outdoor possa essere l’occasione per vivere un momento di “refresh” mentale, un posto in cui le persone possono rinfrescare le proprie idee.

E infine ci è interessato sapere, cosa fosse per loro questo Heritage?

Per Silvia l’Heritage è “un patrimonio che abbiamo ereditato dal passato e allo tempo è un patrimonio che dobbiamo costruire noi, giorno dopo giorno!”.

Per Pietro “è qualcosa che allaccio un po alla mia storia personale e tutto ciò che mi riporta alle mie origini, esempio le orecchiette alle icm’d rap”.

Per Samuele “è la mia storia e quella della mia cultura. Trovo importante preservare la cultura del passato quanto miscelare quella del futuro con le altre, come ci insegna Madame!

LO IED RACCONTA IL SUO TEMPLE OF SOUND

LO IED RACCONTA IL SUO TEMPLE OF SOUND

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