L’ HERITAGE ? LO RACCONTA IL K-VISUAL DI OUTDOOR 2018

L’ HERITAGE ? LO RACCONTA IL K-VISUAL DI OUTDOOR 2018

Si muove senza sosta in un magma di cangianti colori fluo. Un grande punto interrogativo ipnotizza gli spettatori suggerendo una domanda: Heritage?

Tanto visivamente coinvolgente, quanto perfettamente rappresentativo, il k-visual di questa edizione di Outdoor racconta il cuore della nostra manifestazione.

Marine Leriche, Art Director del Festival, e Federico Leggio, ideatore dell’animazione 3D protagonista del k-visual di questa edizione, raccontano il percorso che li ha portati a sviluppare una comunicazione dinamica e ipnotica come quella di “Heritage?”.

Marine, da dove nasce il K-Visual di Outdoor Festival 2018? E quali sono le tue fonti di ispirazione?

Quando abbiamo iniziato a ragionare sulla tematica dell'heritage ci siamo subito resi conto che era vissuto da ognuno in maniera diversa.

C'era per chi il patrimonio era storia, passato, cultura, educazione, per chi era qualcosa di molto più intimo e familiare. Noi di Outdoor ci chiediamo spesso quali cose di ciò che stiamo vivendo oggi rimarranno domani. Quale sono i criteri in base ai quali saranno selezionate le emozioni, le immagini, i suoni, le sensazioni che lasceremo alle generazione future.

Sono tante domande alle quale non abbiamo risposte ma sulle quali ci piace tanto ragionare.

Abbiamo così deciso di condividere queste domande con il pubblico, sviluppando un punto interrogativo come k-visual del festival.

Contestualmente, ho scoperto il lavoro di Federico Leggio sui social e l'abbiamo coinvolto per la creazione del lettering. Ci hanno colpiti molto sue animazione 3d di lettere che girano all'infinito, erano molto in linea con la nostra voglia di parlare di tempo.

Per il resto, abbiamo perseguito una linea guida con una forte reference alla grafica degli anni 90, degli inizi del web e della grafica digitale, utilizzando un linguaggio che potrebbe sembrare “sbagliato”.

La ripetizione e la super eposizione di scritte e di immagini sono un riferimento alla stratificazione ma anche anche alla quantità significativa dei contenuti ai quali siamo esposti, tutti giorni, sui social in maniera unilaterale. Volevo ricreare l'idea di movimento continuo, di difficoltà/impossibilità a fermarsi, di velocità e disorientamento dei 5 sensi.

Come mai la scelta di pattern di colori fluo, mischiati tra loro in maniera quasi magmatica?

L'idea principale è di non vedere più il patrimonio solo come patrimonio culturale materiale ma anche come patrimonio immateriale.

La scelta di questo flusso colorato rimanda a l'impalpabilità del fenomeno HERITAGE.

Volevamo anche spolverare questa tematica del patrimonio rendendola più attraente per i giovani, più attuale. La scelta di colori fluo ci permette di allontanarci del classicismo molto spesso associato alla questione del patrimonio. Creare un paradosso tra immagine e tematica ci permette di portare la riflessione altrove.

Cosa vorresti suscitare nel pubblico?

Insieme a questo magma fluo ruota un punto interrogativo all'infinito.

Non ci andava di prendere posizione su un fenomeno che stiamo vivendo, abbiamo trovato molto più interessante invitare il pubblico a ragionare con noi. Volevamo diventasse nostro interlocutore, che si ponesse la domanda: ma l'heritage, cos'è?

E per te cosa è “Heritage”?

Sto imparando tutti giorni cos'è l'heritage.

Per me l'heritage è la capacità di far diventare nostro un elemento vissuto o visto, è la capacità di collegare le sensazioni e le emozioni vissute nel passato per rendere vivo un ricordo attraverso la creazione.

Pe me l'heritage è un mix tra sapere, educazione e memoria emozionale!

Grazie Marine per il tempo che ci hai dedicato e per aver saputo declinare una così complessa tematica in una comunicazione visiva tanto potente. Ora la parola passa a Federico Leggio, il grafico ideatore del lettering e dell’animazione 3D protagonista del k-visual.

Chi è Federico Leggio?

Federico è un grafico freelance con base a Santa Ninfa, piccolo paese in provincia di Trapani. Nel 2009 si laurea in Disegno Industriale presso l'Università degli studi di Palermo. Dopo gli studi decide di trasferirsi prima a Varsavia e in seguito a Berlino, dove lavora in alcune startups e agenzie di comunicazione. Nel 2014 ritorna a Santa Ninfa dove decide di intraprendere il suo percorso da freelancer ed inizia a lavorare con agenzie e studi italiani e internazionali.

Com’è nata la tua collaborazione con Outdoor Festival?

Circa un mese fa sono stato contattato da nufactory, che, dopo aver visto alcune animazione che avevo creato per Paper (una piccola fiera-mercato dedicata a illustratori e creativi a Roma), mi ha proposto di creare alcune animazioni per l'edizione 2018 di Outdoor Festival.

Come definiresti il tuo stile e come lo hai sviluppato?

Penso di non avere ancora uno stile definito. Mi piace tanto sperimentare e utilizzare mezzi e strumenti diversi. In questo periodo sto esplorando il mondo del 3D/2D e dell'animazione tipografica.

E per te, cos’è per te “Heritage”?

L'Heritage è qualcosa che ha in comune tutta l'umanità. Ogni popolo deve impegnarsi a salvaguardarlo e a trasmetterlo di generazione in generazione. Arte, cultura, storia, natura, costituiscono la vera ricchezza di un luogo e di un popolo!

_+flusso-1.gif
OUTDOOR 2018: DOVE IL CLUBBING SI TRASFORMA IN OPERA D’ARTE

OUTDOOR 2018: DOVE IL CLUBBING SI TRASFORMA IN OPERA D’ARTE

HERITAGE ? LA RISPOSTA DELL'ARTE AD OUTDOOR FESTIVAL

HERITAGE ? LA RISPOSTA DELL'ARTE AD OUTDOOR FESTIVAL