ORIZZONTALE E LA REINTERPRETAZIONE DELLO SPAZIO ALLESTITIVO

ORIZZONTALE E LA REINTERPRETAZIONE DELLO SPAZIO ALLESTITIVO

La possibilità di scegliere autonomamente il proprio destino è da sempre un bisogno connaturato all’essere umano. Quando poi si parla di un’esperienza come quella proposta da Outdoor, sicuramente l’interpretazione dello spazio allestitivo è parte integrante dell’offerta culturale proposta sin dalle passate edizioni.

 

Per l’edizione 2018 il Festival si avvale della collaborazione del team di architetti Orizzontale, un gruppo di giovani architetti romani in grado di plasmare lo spazio secondo traiettorie inaspettate, tenendo sempre ben ferma la possibilità di scegliere il proprio percorso.

Artefici dell'allestimento proposto ad Heritage, ecco cosa ci hanno raccontato.

Come mai la scelta di costruire un labirinto come percorso espositivo della mostra? In che modo si lega questa scelta al tema del patrimonio?

Il tema del labirinto, scelto in accordo al team di curatela del festival, ben rappresenta in termini spaziali il percorso rapsodico e non rettilineo, fatto di bivi, scelte e prese di coscienza  dell’eredità contemporanea.

Oggi più che mai, infatti, crediamo che l’atto di tramandare non sia più un’azione lineare, statica e passiva bensì un processo attivo e personale, che richiede inventiva e interpretazione di ciò che riceviamo dal passato.

L’allestimento, seguendo la metafora, propone una compresenza di percorsi e ambienti differenti, che a loro volta rispecchiano l’eterogeneità della proposta artistica: al visitatore è costantemente richiesto di operare una scelta, di definire il proprio punto di osservazione. Passaggi e figure che delimitano le “stanze” d’artista sono a disposizione della libera esperienza di ciascuno: la scelta è soggettiva e al contrario del labirinto classico qui non troverete una via giusta, che porta ad un centro statico, ma solo differenti percorsi, dinamici, incompleti, mutevoli e personali.

C’è qualche sorpresa che troveremo all’interno dei tre percorsi che ci vorreste anticipare?

Non vorremmo anticipare nulla sul percorso dell’allestimento, è pensato come un itinerario dove ci auguriamo che ogni esperienza sia soggettiva e diversa, senza previsioni!

Com’è stato collaborare alla realizzazione di un progetto come Outdoor?

Conosciamo Outdoor e nufactory già da tempo: in occasione dell’edizione del festival del 2016 all’Ex Caserma di via Guido Reni siamo stati loro ospiti per la realizzazione di un’installazione per il Museo MAXXI. In quell’occasione abbiamo imparato a conoscerci e sono state gettate le basi per future collaborazioni. La sfida che il festival propone ogni anno, l’uso temporaneo di luoghi abbandonati o sottoutilizzati attraverso lo strumento dell’arte e della cultura, è sicuramente un tema vicino alla nostra ricerca che ci coinvolge, stavolta in prima persona. Ora aspettiamo di vedere il risultato!

Least but not last, per voi cos’è l’Heritage?

L’eredità, come abbiamo detto, è qualcosa in constante evoluzione di cui avere cura e da non dare per scontato né da attendere con passività. Ciò che ne deriva è spesso immateriale e intangibile ma non per questo meno prezioso. Eredità può essere: depositare segni e presenze nei luoghi; portare avanti tradizioni e inaugurare di nuove; memoria fisica, intellettuale e sensoriale di eventi e di persone. Che eredità lascerà Heritage?

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