MOTOREFISICO

MOTOREFISICO

Nel lungo corridoio che percorre il Padiglione 9B forme geometriche corrono sulle pareti. Intricate linee bianche avvolgono gli spettatori che attraversano il rettilineo. È un percorso dritto, veloce, ingenuamente semplice. Un corridoio in cui però, tutt’un tratto, potrebbe esser facile perdere l’orientamento.

 

Questo è il percorso di chi va veloce, di chi non ha tempo per volgersi al passato. È il Patrimonio vissuto da chi si dirige ostinato verso il futuro.

Per chi lo avesse già percorso e per chi ancora dovesse attraversarlo: vi presentiamo l’opera di Motorefisico, il duo romano che è intervenuto sul lungo corridoio che attraversa l’intero padiglione della mostra.

 

Un “Labirinto semplice”, questo il titolo dato dagli artisti alla loro opera che si inserisce nel percorso Lightspeed. Ed è semplice perché non ha bivi, perché è lineare. Rimane però pur sempre un labirinto, perché tra le sue intricate linee realizzate sulle pareti è facile cadere in uno stato di spaesamento.

Ciao ragazzi, chi è Motorefisico?

Motorefisico è un duo di architetti e designer che nasce circa due anni e mezzo fa, realizzando i suoi primi disegni sotto il Ponte della Musica.

L’idea di far partire questo progetto nasce in un momento non proprio felice: uno di noi era costretto a letto per un serio problema di salute ed è stata proprio quella situazione che ci ha, però, spinti a dar vita a qualcosa di nuovo.

Abbiamo così lavorato sodo per dar vita a una serie di contenuti che poi abbiamo messo sul web, per far sì che il pubblico potesse conoscere quello che realizzavamo. Così siamo partiti!

Principalmente ci concentriamo su tre aree di intervento: grazie all’utilizzo di scotch e vernice realizziamo lavori dai pattern geometrici; con le installazioni in lycra, un materiale molto elastico, diamo vita ad elementi ludici e interattivi - potete ritrovare qualcosa anche all’interno dell Labirinto della mostra; infine lavoriamo alla realizzazione di opere che utilizzano la luce, come proiezioni stratificate e mapping.

Come raccontereste l’opera che avete realizzato per Outdoor Festival? E qual è il suo legame con il tema dell’Heritage?

Noi siamo inseriti nel percorso Lightspeed, volevamo perciò creare un qualcosa che desse la sensazione di velocità, confusione e spaesamento. Volevamo appunto realizzare un’opera che facesse quasi percepire la velocità della luce.

Abbiamo lavorato ad un percorso che devi attraversare velocemente, in cui si perdono i punti di riferimento. Un corridoio in cui si va dritti senza capire bene ciò che ti circonda.

Questo sintetizza bene la nostra idea di Heritage: infatti, come nel caso del nostro “Labirinto semplice”, non ragioniamo molto sul significato delle nostre opere, sul significato di ciò che costruiamo. Ci interessa piuttosto lavorare e creare, e forse il significato di quello che facciamo lo capiremo più avanti, quando ci guarderemo indietro a riflettere sugli obiettivi che abbiamo raggiunto. Insomma, per noi l’importante è fare e forse un giorno ci volteremo per capire qual è il Patrimonio che ci siamo costruiti.

Quindi per Motorefisico cos’è l’Heritage?

Come dicevamo, la nostra opera riflette molto ciò che per noi è il Patrimonio. Forse perché non riusciamo poi a vederlo troppo. Corriamo, corriamo, corriamo e a un certo punto arriveremo a un punto (si spera), in cui potremo tranquillizzarci , voltarci e chiederci cosa abbiamo fatto come Motorefisico per costruire questo Heritage… senza poi neanche essercene resi bene conto!

 Ph. Alberto Blasetti

Ph. Alberto Blasetti

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