OUTDOOR 2018: DOVE IL CLUBBING SI TRASFORMA IN OPERA D’ARTE

OUTDOOR 2018: DOVE IL CLUBBING SI TRASFORMA IN OPERA D’ARTE

Siete pronti a ballare immersi in un’installazione artistica? Dal 14 aprile, per 5 sabato consecutivi, lo Studio 2 del Mattatoio di Testaccio si trasformerà nell'Outdoor Temporary Club: Temple of Sound.

Alessandro Proietti e Cristiano Ceffarelli, direttori artistici della sezione musica, raccontano così quella che sarà la proposta musicale dell’VIII capitolo di Outdoor Festival dove installazioni artistiche e musica si fonderanno per farvi vivere un’esperienza nuova, immersiva, inaspettata: “Abbiamo pensato che la vera forza di questo nuovo capitolo di Outdoor sarebbe potuta essere proprio l'esaltazione dell'anima del festival, abbiamo portato quindi il clubbing all'interno di un'opera d'arte”.

Quali novità dobbiamo aspettarci dall'edizione 2018 di Outdoor Festival?

L'edizione 2018 di Outdoor Festival sarà una novità sotto tantissimi aspetti.

La novità più significativa, per quanto riguarda la nostra direzione artistica, è la volontà di portare la musica ad avere un rilievo sempre più importante nella manifestazione. Il compito è molto difficile perché si tratta di un festival che ha già 8 anni, nel quale inizialmente la disciplina musicale era solo collaterale e che negli anni è diventato uno degli eventi culturali più importanti di urban art in Italia.

Inoltre dopo tanti concerti e party prodotti gli scorsi anni con successo, con il supporto delle più importanti crew romane, abbiamo deciso, anche per la musica, di portare Outdoor ad essere considerato un vero festival dal respiro internazionale.

Com'è avvenuta la scelta artistica di questa edizione?

In un momento nel quale la musica elettronica è in forte cambiamento e contaminata da tanti sotto-generi che sono diventati mainstream, abbiamo voluto prendere una decisione in controtendenza: portare un pezzo di patrimonio della musica elettronica a Roma. 

E della scena romana cosa troveremo?

Il respiro internazionale di Outdoor Festival è anche quello di creare connessioni tra il mondo e le realtà locali. Crediamo infatti che una manifestazione culturale come la nostra debba sempre promuovere artisti e la scena locale in modo tale da rendere il festival stesso più ricco, vicino e parte della nostra realtà, quella di Roma.

Per fare qualche nome Erica.Me (She Made) andrà a completare la line up della serata tutta al femminile con Anja Schneider e Francesca Lombardo, mentre Dj Baro & Dj Stile apriranno l'aftershow del Red Bull BC One per il closing party del festival dove l'ospite d'onore sarà il francese Cut Killer.

Ci saranno tanti altri gli artisti romani e italiani ad esibirsi sul palco dell'Outdoor e anche noi, dopo tanto stress e sacrifici, saremo onorati di affiancare icone che hanno contribuito a farci innamorare di questo lavoro.

E l'Heritage? Come lo avete declinato nella line-up musicale?

Ad aprire il festival saranno i Booka Shade, due colossi della musica che non credo abbiano bisogno di presentazioni, loro sono ormai patrimonio della musica elettronica. 

Sabato 21 aprile, probabilmente la serata che ci rende più orgogliosi, sarà il turno delle donne. Anja Schneider porterà un pezzo della scena techno berlinese a Roma, Francesca Lombardo a rappresentare chi ce l'ha fatta, chi è dovuto scappare dall'Italia per inseguire un sogno e chi in Italia ci torna da vincente.

Chi invece è rimasto nella propria città perché in fondo crede, come noi, che le cose possono ancora cambiare sono le ragazze di She Made, un collettivo di donne talentuose che fanno del clubbing uno stile di vita.

A seguire i Digitalism con il loro stile unico tra electro e indie e poi il turno di Purple Disco Machine che negli ultimi anni ha portato la Disco a scalare le classifiche radiofoniche di mezzo mondo.

Come già anticipato il tutto terminerà con un grande closing party ad opera di un altro colosso della musica: Cut killer. Il suo sound hip hop ha segnato il tempo e fatto sognare una intera generazione.

Cos'è per voi oggi il Patrimonio nell'ambito musicale? E quale, secondo voi, sarà quello del domani?

Il patrimonio musicale di ognuno di noi è radicato nel profondo, è frutto di un percorso di vita, di quello che ci hanno tramandato i nostri genitori e anche del periodo storico nel quale siamo cresciuti. Oggi, a nostro avviso, viviamo un momento culturalmente davvero molto basso e purtroppo tutte le discipline artistiche ne risentono.

Il patrimonio di domani dipenderà molto da noi, da quello che lasceremo, da quanto saremo tenaci nel combattere questo appiattimento e nel proporre musica di qualità.

Grazie ad Alessandro e Cristiano per le vostre parole e per averci regalato un assaggio delle novità che vivremo nel festival anche in ambito musicale.

E voi, siete pronti?

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